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Palagonia.Tentato omicidio: lite tra parenti finisce a fucilate, arresto un sorvegliato speciale

La scorsa notte i Carabinieri della Compagnia di Palagonia e della locale Stazione hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un pregiudicato di 49 anni di Ramacca, poiché ritenuto l’autore del tentato omicidio del cugino di 40 anni, anch’egli pregiudicato del posto.

Ieri sera i due, all’interno di un bar del centro, hanno dato vita ad una furibonda lite – sembra per vecchi dissidi di carattere familiare -.  Divisi dai clienti presenti nell’esercizio pubblico i due decidono di rientrare nelle rispettive abitazioni. Ma poco dopo il 40enne, raggiunge il parente nella propria abitazione, in quella Via Eryke,  e nel vialetto di casa lo affronta reclamando altri chiarimenti.

Per tutta risposta, il sorvegliato imbraccia un fucile da caccia ed esplode dei colpi indirizzandoli  al volto ed al petto del cugino. La vittima, seppur ferita, riesce a fuggire a piedi trovando rifugio nella locale Guardia Medica luogo in cui, dopo le prime cure, si decideva di trasferirlo d’urgenza all’Ospedale Gravina di Caltagirone.

Lì i medici lo ricoveravano in prognosi riservata per: “Occhio dx ematoma palpebrale, emorragia sottocongiuntivale, ferita perforante sclerale paralimbare e ampia ferita sclerale dal limbus con fuoriuscita di membrane”, lesioni che, come diagnosticato dai sanitari, rischiano di fargli perdere irreversibilmente la vista all’occhio destro.

Gli investigatori dell’Arma per giungere alla cattura del reo, dopo la chiamata dei sanitari della Guardia Medica e la reticenza da parte della vittima a fornire  notizie in merito al suo ferimento, ripartono, attraverso una testimonianza, dalla lite avvenuta la sera precedente al bar identificando il contendente ripreso dalle telecamere di sicurezza attive in zona.

Si fa irruzione nell’abitazione del sorvegliato dove, previo sopralluogo, sono stati rinvenuti sulla porta di casa e sull’autovettura di proprietà – una Mini Cooper –  un bussolotto di una cartuccia esplosa cal.12 ed alcuni  colpi di fucile andati a vuoto ed i relativi pallini compatibili con quelli estratti dai medici dal corpo del ferito nonché le tracce di sangue – opportunamente repertate ed oggetto di futuri esami di laboratorio – lasciate dallo stesso durante la fuga verso la Guardia Medica.

Questi elementi di prova hanno convinto i Carabinieri, di concerto con il magistrato di turno, ad arrestare l’autore del fatto reato che, assolte le formalità di rito, è stato associato al carcere di Caltagirone.

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