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Bullismo e cyberbullismo, rompiamo il muro del silenzio

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Bullismo e cyberbullismo, rompiamo il muro del silenzio

Presentato oggi a Catania ai Benedettini “Non Cadere nella Rete”, il progetto per contrastare il cyberbullismo.

3 Istituti scolastici, tantissimi studenti, insegnanti e genitori, ma soprattutto un progetto che nelle sue sfaccettature e nelle sue forme vuole diventare un modello educativo e didattico da promuovere all’interno delle scuole per contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.

Questo lo scenario su cui oggi 28 maggio, nell’auditorium dell’ex Monastero dei Benedettini di Catania, sono stati presentati alcuni prodotti del progetto Non Cadere dalla Rete – realizzato dalla cooperativa sociale TEAM – Ti Educa A Migliorare nelle scuole e promosso dal Comune di Catania con i fondi della legge 285/95 – che ha appassionato e coinvolto centinaia di giovani catanesi, aprendo una lente d’ingrandimento su un fenomeno, il cyberbullismo, caratterizzato da numeri in crescita, distorsione nell’utilizzo della tecnologia e co-responsabilità della Comunità.

Un invito e un mandato preciso, quello di Giuseppe Lombardo Assessore ai Servizi Sociali e Politiche per la Famiglia Giuseppe Lombardo, che ha aperto la mattinata: «Il Comune di Catania ha scommesso su questo progetto pensando a una sua continuità. È importante – aggiunge – comprendere la matrice profonda di questa iniziativa, abbattere i muri dell’indifferenza, del silenzio e della reticenza e che costituiscono la base su cui nasce e si diffonde il cyberbullismo».

Il progetto Non Cadere nella Rete, realizzato negli Istituti Comprensivi Petrarca e Cavour e nel Liceo Statale Socio Psico-Pedagogico G. Lombardo Radice di Catania, ha visto operare un’equipe multidisciplinare, che con laboratori esperienziali e focus tematici ha permesso a genitori, studenti e corpo docente di confrontarsi e approfondire il fenomeno fino a descriverlo in un video. Gli studenti sono diventati attori e sceneggiatori di cortometraggi che hanno raccontato la loro visione del cyberbullismo e le risposte per contrastarlo con un carico emotivo che sovente faceva confondere finzione e realtà.

«La repressione non basta a sconfiggere il cyberbullismo, serve un’azione educativa, così come abbiamo sperimentato in questi mesi di attività, che renda tutti consapevoli e responsabili», spiega Salvatore Litrico Presidente della cooperativa sociale TEAM.

L’utilizzo consapevole del web, le regole di buona condotta, la prevenzione per Non Cadere nella Rete sono stati elementi comuni del progetto e della mattinata, durante la quale il cyberbullismo è stato contestualizzato nel nostro ordinamento da Maria Pia Fontana, funzionario professionalità di Servizio Sociale e referente locale della formazione del Ministero della Giustizia e Vincenza Speranza, Responsabile dell’Ufficio Servizio Sociale Minorenni di Catania.

Le due speaker hanno profilato il cyberbullismo come fenomeno sociale, che evidenzia il disagio della vittima ma anche del cyberbullo e riconosce una responsabilità precisa alla platea che tace davanti a una violenza che viaggia sul web. Ecco che nell’immaginario dei giovani presenti oggi ai Benedettini, il web diventa una grande piazza di cui prendersi cura, dove sviluppare sane connessioni e relazioni e: “lasciar fuori la spazzatura”, come ha invitato Davide Bennato, Docente di Sociologia dei media digitali all’Università degli Studi di Catania.

Ma il senso di questi mesi di lavoro è racchiuso nelle parole di uno studente. «All’inizio il progetto non mi aveva appassionato, poi quando ho iniziato a lavorare alla parte tecnica, ho pensato che era bellissimo. Facciamo Rete contro il Bullismo».

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